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Falcomatà replica a Sala: “I lavoratori del Sud dovrebbero guadagnare di più. E ti salàmmu…”

«Quando si vuol dare atto d’aver dato una lezione a qualcuno, da noi simpaticamente si dice: “Ti salài“. Ecco, caro Sala Giuseppe: “Ti salàmmu“. Aspettiamo le tue scuse, le apprezzeremmo molto; ma se non arriveranno… quel che dovevamo dirti, te l’abbiamo detto». Così pochi minuti fa, in diretta sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà sul cosiddetto “caso Sala” che ha tenuto banco per l’intera giornata.
Il riferimento, ovviamente, è alle dichiarazioni in cui il sindaco di Milano si diceva certo dell’iniquità rappresentata dalla circostanza che, a parità di lavoro, vede un lavoratore meridionale guadagnare quanto un lavoratore di Milano o di altra città del Nord, dove la vita costa molto di più.

«Arrivano i primi caldi: dunque sarà forse il caldo, forse il pareggio dfel Verona a quattro minuti dalla fine di qualche giorno fa ad aver fatto dire al sindaco di Milano, Sala Giuseppe, qualcosa di francamente incomprensibile. Parliamo dello stesso sindaco che il 21 marzo del 2019, venendo in visita allo stabilimento Hitachi Rail della nostra città, salutando le maestranze e apprezzandone l’operato, ebbe a dichiarare: “Ho visto uno stabilimento eccellente. Ho girato tantissime fabbriche nel mondo, e guardando lo stabilimento reggino m’è sembrato davvero straordinario per tecnologie. Dobbiamo far capire ai milanesi e al mondo intero che i treni che circolano a Milano non vengono costruiti in Germania, ma in Calabria, e nello specifico a Reggio Calabria”».

Un anno dopo, per dirla con Falcomatà, «cosa è cambiato?».

Al primo cittadino reggino non sono proprio andate giù le parole del collega meneghino, in particolare rispetto alle certezze di Sala sull’essere «intrinsecamente sbagliato» il fatto che « un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria». Cosa significhi questo, afferma Giuseppe Falcomatà, «lo ignoro:  probabilmente Sala era confuso perché, sempre un anno fa, invece aveva dichiarato d’essere contrario alle spinte autonomistiche del Nord e forti anche nella sua regione, la Lombardia, in quanto occorre guardare invece con la dovuta preoccupazione le condizioni degli italiani meno fortunati, valorizzando un quadro d’interventi unitario senza i quali il Paese rischierebbe di dividersi pericolosamente. Dunque un anno fa il sindaco Sala Giuseppe aveva a cuore il Sud e a Reggio Calabria, e faceva i complimenti alle maestranze dell’Hitachi, mentre oggi afferma che è ingiusto che, a parità di lavoro, un lavoratore di Reggio Calabria guadagni quanto un lavoratore di Milano perché, questo sarebbe il motivo, lì la vita è più cara… Io a Sala Giuseppe vorrei chiedere: ma cosa t’è successo, in un anno? – suona la severa “strigliata” del primo cittadino di Reggio -.  Hai forse bevuto l’acqua dell’ “ampolla sacra” di Pontida? T’è apparso forse in sogno Alberto da Giussano e t’ha poggiato la spada sulla spalla, nominandoti nuovo difensore delle terre del Nord, nuovo alfiere delle spinte autonomistiche per la Lombardia? Queste parole ce le saremmo attese da chi diceva, o dice, che i meridionali puzzano e sono dei parassiti che vivono sulle spalle del produttivo Nord…».

Ma le parole di Sala vengono considerate dall’amministratore offensive per i cittadini di Reggio Calabria e di tutto il Sud. «Caro Sala Giuseppe, ti ricordo – così Falcomatà – che i treni a bordo dei quali viaggiano i tuoi concittadini, i lavoratori, i turisti non sono realizzati in Germania, come tu stesso sai già, ma per l’appunto dalle braccia e dalle teste di lavoratori di Reggio Calabria che non solo non devono guadagnare meno dei loro colleghi del Nord, ma dovrebbero anzi guadagnare di più, perché vivono in contesti più poveri. Eri proprio tu a usare queste parole. E poi: basta!, con la teoria che il costo della vita a Reggio Calabria è diverso e inferiore rispetto alle “terre del Nord”, manco fossimo nel “Trono di Spade”… perché poi, caro Sala Giuseppe, un cittadino reggino se deve prendere un aereo per venire lì da te a Milano spende 200 euro se gli va bene. Altro che “gabbie salariali”… Su certe cose – prosegue il sindaco e sindaco metropolitano di Reggio Calabria – noi sindaci dovremmo “fare squadra”, anziché “spararla grossa”. E spero vivamente – questo l’auspicio di Giuseppe Falcomatà – che questa sia l’ultima volta che siamo costretti a sentire parole simili, del tutto assurde, l’ultima volta che siamo costretti ad assistere a una strumentalizzazione dallo spiacevole sapore filoleghista contro la gente e i lavoratori del Mezzogiorno».

 

 

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