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Il Natale “caldo” di Palazzo De Nobili, i fari della Procura e il silenzio politico

di Bruno Mirante – Arriva il Natale anche a Palazzo De Nobili. Quest’anno, a causa delle restrizioni per il contrasto al Coronavirus, non si è svolto il tradizionale brindisi augurale tra il sindaco Abramo e i dipendenti dell’amministrazione comunale. Il primo cittadino ha approfittato dell’ultima seduta del Consiglio comunale per porgere gli auguri ad assessori, consiglieri ed addetti ai lavori. Ma a risuonare tra i corridoi del Palazzo della politica catanzarese e dai microfoni dell’assemblea cittadina, più che i canti di festa, sono stati i silenzi della classe politica tutta rispetto al quadro desolante che sta emergendo dalle recenti inchieste della magistratura del capoluogo. Il piano giudiziario farà il suo corso, come nelle più scontate delle espressioni, ma ciò sfugge alla comprensione degli osservatori politici e dei cittadini è la mancata esigenza da parte dei consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti di affrontare da un punto di vista etico e squisitamente politico una riflessione sulla gestione della cosa pubblica nella città di Catanzaro, all’interno del luogo più adatto ad accoglierla in un sistema democratico: la massima assise cittadina.

Silenzio in aula

Tutto viene derubricato a “responsabilità personali”, il Consiglio si riunisce per ben due volte dopo lo scoccare dell’inchiesta “Farmabusiness” e del procedimento che vede indagati i consiglieri Giuseppe Pisano e Francesco Gironda (e ad un anno di distanza da “Gettonopoli”) ma l’aula per ben due volte rifugge al dibattito. La prima (il 30 novembre scorso) esplicitandone le intenzioni e motivandole con la necessità di dovere approvare pratiche “tecniche” relative ai fondi per l’emergenza sanitaria. Subito dopo il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni aveva assicurato ai microfoni di Calabria7.it che le “questioni giudiziarie” sarebbero state affrontate nella prossima seduta in programma. La seduta si è svolta lo scorso 22 dicembre ma come abbiamo rendicontato sulle colonne di questa testata giornalistica i consiglieri si sono esercitati in interventi strettamente riservati alle pratiche amministrative in esame. Nessun intervento politico da parte del sindaco. Ma soprattutto nessuna protesta da parte di quel che resta della minoranza consiliare: il capogruppo di Cambiavento Nunzio Belcaro non pervenuto in quanto assente ai lavori mentre l’azione amministrativa del “collega” Vincenzo De Sarro (atti alla mano) pare sempre meno ostile alla maggioranza che governa la città. Il capogruppo di “Fare per Catanzaro” Sergio Costanzo pare, invece, aver dismesso i panni del “ribelle” e oppositore più oltranzista del governo Abramo. Quando ad accendersi è stato il suo microfono, infatti, il consigliere più votato del centrosinistra si è limitato ad intervenire su alcune pratiche in esame per poi abbandonare i lavori insieme alla compagna di gruppo Cristina Rotundo.

C’era una volta il Pd

E poi c’è il Partito democratico. O, per meglio dire, c’era il Partito democratico. Sparito dall’aula dopo le dimissioni di Libero Notarangelo e Roberto Guerriero (e l’addio dell’ex capogruppo Lorenzo Costa transitato al Misto e poi approdato nel gruppo “Officine del Sud” che fa riferimento alle posizioni di Claudio Parente), il partito a vocazione maggioritaria del centrosinistra si manifesta di rado a colpi di comunicati stampa a firma della segreteria provinciale. Intanto sul Comune Capoluogo di Regione si agita lo spettro della commissione d’accesso.

La “sorpresa” di Brutto

La sorpresa di Natale invece l’ha fatta Tommaso Brutto. Consigliere di lungo corso, finito nelle maglie della duplice inchiesta “Gettonopoli” e “assunzioni fittizie”, non ha mai brillato per presenzialismo: un anno fa l’aula era stata chiamata a votare la decadenza di Brutto a causa delle sue ripetute assenze ai lavori del Consiglio denunciate dall’associazione “I Quartieri”. In quella circostanza la maggioranza di Abramo si oppose alla decadenza salvando lo scranno del consigliere eletto nella lista Udc della coalizione di centrosinistra. Ora Brutto lascia per “ragioni personali e di salute” e non prima di aver accolto nel gruppo dello Scudocrociato i consiglieri Giovanni Merante (neo segretario provinciale del partito) e Antonio Trifiletti. Una scelta che dal punto di vista politico mette fine a un vero e proprio caso rappresentato proprio dalle resistenze del capogruppo Brutto all’adesione al gruppo consiliare dei due consiglieri comunali.

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