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Maxi truffa di carburante tra Catanzaro e Reggio Emilia, dieci rinvii a giudizio

lentini

Una posizione stralciata, un imputato all’abbreviato, una dichiarazione di non luogo a procedere per morte del reo e 10 rinvii a giudizio per i 13 imputati coinvolti nell’operazione “Oro Nero”, con cui la Dda di Catanzaro ha svelato una presunta organizzazione, operante in diverse province del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Foggia, Taranto, Reggio Emilia e Parma) dedita al contrabbando di olii minerali e all’evasione di accisa.

Il gup distrettuale Paola Ciriaco ha rinviato a giudizio Francesco Aiello, Valentino Tosca, Vincenzo Albanese, Biagio Maurizio La Torraca, Francesco Mancuso, Massimo Mattei, Luigi Rotondaro, Laura Stivale, Paolo Esposito e Matteo Stelluti. Il processo a loro carico inizierà il prossimo il 27 giungno. Il gup ha stralciato per difetto di notifica la posizione di Domenico Marinuzzi, assistito per delega dall’avvocato Dario Gareri, la cui udienza preliminare slitta al prossimo 22 maggio, inoltre ha dichiarato il non luogo a procedere per morte del reo nei confronti di Arturo Giuseppe Corrado, mentre Luigi Bartolini, difeso dall’avvocato Liborio Cataliotti ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato, la cui discussione è stata aggiornata al prossimo 10 luglio.  Le accuse per gli imputati vanno a vario titolo dall’associazione a delinquere, alla truffa e all’evasione fiscale

Operazione “Oro nero”. L’inchiesta trae origine da un’attività investigativa avviata d’iniziativa dalla Guardia di finanza, nel settembre 2015, nel settore del contrabbando degli olii minerali e dell’evasione d’imposta, dalla quale è poi scaturita una approfondita indagine della Procura, che ha portato il 31 maggio 2017 all’esecuzione di dieci misure cautelari.  All’epoca dei fatti sono state sequestrate 5 autocisterne e complessivi 141.682 litri di prodotti petroliferi (prevalentemente gasolio agricolo). L’analisi della documentazione fiscale acquisita nelle sedi delle società fornitrici dei prodotti petroliferi della presunta consorteria criminale ha permesso di ricostruire per il periodo 2015-2016, un’accisa evasa per 1.893.451,62 euro sul prodotto petrolifero commercializzato dal sodalizio criminale, “reo di aver sottratto gasolio agricolo all’accertamento e al pagamento dell’accisa”.

g. p.

Calabria 7

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