Reparti Prevenzione Crimine di Siderno, Vibo e Rende verso chiusura. M5S: “Wanda Ferro fermi questo scippo”

L'allarme della deputata Anna Laura Orrico: "Scelta priva di ogni strategia di contrasto al crimine in un terra dove purtroppo imperversa la 'ndrangheta"

“La riorganizzazione dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato messa in atto dal governo Meloni penalizza brutalmente la Calabria dove sono in procinto di chiudere le sedi di Rende (Cs), Vibo Valentia e Siderno (Rc)”. Lo afferma la deputata del Movimento 5 stelle, Anna Laura Orrico.

“Una scelta – dice Orrico – priva di ogni strategia di contrasto al crimine in una terra dove, purtroppo, imperversa l’associazione mafiosa fra le più conosciute, pervicaci e potenti a livello internazionale, la ‘ndrangheta. L’attuale distribuzione territoriale delle tre sedi e la loro posizione strategica in relazione ai principali assi viari garantisce una presenza quotidiana su buona parte della regione dando in questo modo facoltà, alle Questure ed ai Commissariati, di poter disporre di forze formate da personale specializzato dotato di mezzi all’avanguardia, in grado di vigilare capillarmente il territorio”.

“Una scelta – dice Orrico – priva di ogni strategia di contrasto al crimine in una terra dove, purtroppo, imperversa l’associazione mafiosa fra le più conosciute, pervicaci e potenti a livello internazionale, la ‘ndrangheta. L’attuale distribuzione territoriale delle tre sedi e la loro posizione strategica in relazione ai principali assi viari garantisce una presenza quotidiana su buona parte della regione dando in questo modo facoltà, alle Questure ed ai Commissariati, di poter disporre di forze formate da personale specializzato dotato di mezzi all’avanguardia, in grado di vigilare capillarmente il territorio”.

“Fra l’altro – prosegue l’esponente pentastellata – due degli attuali tre presidi, ovvero quelli di Rende (Cs) e Vibo Valentia, non comportano spese relative alle sedi poiché la prima è ospitata dall’Anas e la seconda dalla Scuola Allievi Agenti. Ed in particolare, la sede cosentina, serve la più vasta provincia della Calabria, fra le più estese del Paese, pari quasi a metà dell’intero territorio regionale. Appare dunque incomprensibile il piano di tagli, anche in questo ambito, pensato dal governo, che pregiudica la sicurezza dei calabresi e che prevederebbe l’individuazione, in Calabria, di una sede unica smentendo così l’obiettivo prioritario della divisione, ovvero quello di consentire un impiego omogeneo sui territori di supporto specialistico alle strutture locali della Polizia di Stato. Ecco perché – conclude Anna Laura Orrico – dopo aver già pubblicamente espresso le mie riserve sulla vicenda, ed essermi confrontata con diverse sigle dei sindacati di Polizia, ho deciso di darvi seguito concreto presentando un’interrogazione parlamentare rivolta la Ministro dell’Interno Piantedosi nella speranza che anche la sottosegretaria Ferro, nostra corregionale, intervenga per impedire questo scippo alla Calabria”.

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