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Sanità: Grillo, approvato un decreto unico nel suo genere (SERVIZIO TV)

Il Ministro della Sanità Giulia Grillo ha illustrato al termine del Consiglio dei Ministri di Reggio Calabria le decisioni del Governo. Approvato un  decreto sanità unico nel suo genere.  “E’ un decreto speciale che risponde a una situazione emergenziale quindi siamo proprio nell’alveo della decretazione d’urgenza” ha Giulia Grillo, presentandosi insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte in sala stampa.
“Una situazione speciale determinata da due parametri fondamentali che riguardano la sanità calabrese, uno è il disavanzo di gestione che come sapete è arrivato a 168 milioni di euro e l’altro relativo al punteggio Lea del 2017 che è a 136, quindi molto al di sotto del limite minimo di 160 per soddisfare i livelli essenziali di assistenza. Una situazione unica in Italia – ha sottolineato – e lo dico per spegnere quelle voci che parlavano della possibilità di attuare questa modalità in altre regioni. Quindi una situazione eccezionale per entrambi questi parametri che arriva dopo 10 anni di commissariamento, piano di rientro prima e commissariamento poi, che dura dal 2009 quindi evidentemente tale per cui gli strumenti normativi ordinari non sono sufficienti per rimuovere le cause e gli ostacoli che non consentono alla sanità calabrese di riemergere”.
La Grillo ha parlato anche della criminalità nella sanità. “Questi due dati – ha spiegato Grillo – si uniscono a un terzo elemento emergenziale, anche se cronicizzato in parte, relativo alla infiltrazione della criminalità organizzata in quelle strutture sanitarie della Calabria, di cui non ultima l’episodio relativo che ha portato a un nuovo commissariamento della stessa”. Questi  fattori hanno indotto “nella decisione di incidere sulla situazione attuale attraverso la decretazione d’urgenza che sostanzialmente dà ai commissari governativi già nominati – il commissario generale Cotticelli e il subcommissario Schael – di lavorare con qualche arma in più per aiutare la sanità calabrese”.
“La seconda direttiva principale del decreto è che prendiamo la normativa già prevista dal Tuel per gli enti in dissesto e la utilizziamo anche per le aziende sanitarie” ha affermato il ministro della Salute. “Perché purtroppo le aziende sanitarie e ospedaliere hanno chiuso tutte il bilancio con disavanzi importanti per cui si è maturata l’idea di separare le due gestioni, quella del fallimento dalla nuova gestione ordinaria in modo che chi gestirà la “new company”, se vogliamo utilizzare una terminologia che appartiene al settore privatistico ma ci aiuta a rendere l’idea, non sarà gravato dalla gestione contabile della parte fallita dell’azienda. Quella invece verrà affidata a un commissario straordinario, che si occuperà della liquidazione. Faremo in modo – ha concluso – di non appesantire coloro che dovranno rilanciare la struttura”.
“Desidero ringraziare il presidente Conte per la sua sensibilità verso il tema della sanità, in particolare quella calabrese, e per aver voluto riunire il Consiglio dei ministri a Reggio Calabria. Ringrazio tutti i colleghi di governo per aver accolto con favore questa iniziativa, che ha portato all’approvazione di questo fondamentale decreto-legge che contiene misure straordinarie, ancorché limitate nel tempo, per dare finalmente una svolta alla sanità calabrese. Provvedimento – ha spiegato – che risponde a una situazione unica, di oggettiva emergenza, determinata dall’enorme disavanzo di gestione e dal punteggio Livelli essenziali di assistenza, molto al di sotto dei requisiti minimi necessari. La sanità calabrese rappresenta una grave anomalia in Italia, nonostante dieci anni di misure straordinarie che avrebbero dovuto risanarla, ma che evidentemente non sono bastate.  Il commissario alla sanità, gen. Saverio Cotticelli, e il subcommisario, Thomas Schael, avranno così qualche arma in più per raggiungere gli indispensabili obiettivi di risanamento. Voglio inoltre ringraziare i medici, gli infermieri, tutti gli operatori sanitari e sociosanitari e il personale amministrativo che quotidianamente si impegnano in modo encomiabile nonostante le difficoltà. La Calabria non è solo dei calabresi, ma di tutti gli italiani. Non c’è salute senza legalità”.
redazione Calabria 7
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