Attacco alla Chiesa Vibonese, la storia del parroco buono: don Felice e quella guarigione miracolosa

Il sacerdote di Pannaconi, finito nel mirino della criminalità, in passato ha fatto parlare di sé per un miracolo ricevuto per intercessione del beato Mottola

Il parroco buono. Don Felice Palamara, guida spirituale della comunità di San Nicola di Pannaconi, da sempre incarna la figura del sacerdote pronto al sacrificio estremo pur di aiutare l’umanità sofferente. Il sacerdote, finito nel mirino della criminalità, anche in passato ha fatto parlare di sé per un miracolo ricevuto per intercessione del beato Francesco Mottola morto nel 1969 dopo 27 anni trascorsi su una sedia a rotelle.

Il calvario di don Felice

Il parroco di Pannaconi amato per la sua bontà, grazie all’intercessione del beato Mottola fondatore delle Case di Carità di Tropea e Vibo Valentia, è guarito miracolosamente da una malattia che lo aveva reso invalido. Don Felice, che nelle ultime settimane è stato più volte minacciato di morte, nel 2008 mentre frequentava il seminario iniziò ad accusare forti dolori alla vescica con l’impossibilità di svuotarla completamente. “Fu l’inizio di un calvario – racconta il prete degli ultimi – condiviso con i miei superiori e con i miei compagni che costantemente mi dovevano portare in ospedale”. Lo scorso 3 ottobre papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le cause dei santi a promulgare il decreto che riconosce il miracolo avvenuto attraverso l’intercessione del sacerdote calabrese definito “certosino di strada e servo della carità”.

Una guarigione miracolosa

La situazione di don Felice era tanto grave da arrivare alla cauterizzazione vescicale e all’impianto di un elettrostimolatore che gli permettesse di urinare. “Ero veramente sofferente – aggiunge – tanto che i miei superiori stavano anche decidendo sul mio futuro perché la cosa stava diventando complessa. Non si metteva in discussione la che io diventassi sacerdote, ma la situazione si faceva difficile”. Di fronte a questo dramma il sacerdote continuava a invocare don Mottola affinché lo aiutasse. “Nella notte – prosegue il parroco – tra il 13 e il 14 maggio di 19 anni fa mi venne a trovare nella mia stanza del seminario romano maggiore. Mi svegliò e mi disse di alzarmi e di andare al bagno. Facevo fatica a credere. La patologia che mi era stata diagnosticata era così grave da non darmi alcuna speranza. Nonostante la mia iniziale incredulità il beato Mottola mi disse che non avrei subito altri interventi e una volta diventato sacerdote l’avrei servito per tutta la mia vita. Ubbidendo all’invito del beato Mottola andai al bagno urinando senza aver alcun bisogno del catetere. Raccontai subito l’accaduto ai miei superiori che mi portarono subito in ospedale dove i medici constatarono la straordinarietà degli eventi miracolosi. La guarigione è stata immediata”.

Dal miracolo alle minacce

Ad un anno esatto dalla guarigione miracolosa per intercessione del beato Mottola divenne sacerdote. Don Felice attualmente è un Oblato, l’ordine istituito dal beato. Da quando è diventato parroco di Pannaconi ha già fondato alcune strutture sociali indirizzate alle persone più bisognose. Tra queste la Casa di Carità che è diventata punto di riferimento per tutta la Chiesa calabrese. Padre Enzo Gabrieli, postulatore della causa di beatificazione di don Francesco Mottola, ha tenuto in gran conto il miracolo ricevuto da don Felice che adesso sta attraversando un momento difficile per le gravi minacce subite.

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