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Il Teatro di Calabria porta in scena “L’ingiusta accusa” per gli studenti del liceo Siciliani di Catanzaro (VIDEO)

di Damiana Riverso – La pandemia non ha fermato l’offerta formativa del Liceo scientifico “Siciliani” di Catanzaro che grazie alla collaborazione attiva con il Teatro di Calabria ha dato la possibilità agli studenti di riflettere e comprendere in modo nuovo vari argomenti letterari che si intrecciano nel contesto sociale.

Quest’anno il tema scelto è stato quello dell’ ‘Ingiusta accusa’. “La mia intenzione – dichiara la professoressa Raimonda Bruno, docente di materie letterarie al Liceo – è stata quella di continuare a offrire agli studenti le stesse opportunità degli anni passati, prima che la pandemia cambiasse anche il mondo della scuola. Soprattutto ho voluto continuare il percorso con il Teatro di Calabria, al quale ci unisce la passione per la lettura e il teatro. Gli scorsi anni abbiamo avuto la possibilità di presenziare alle tragedie greche portate in scena dal teatro, ragionando così su questioni antiche ma contemporanee, abbracciando argomenti universali. Anche quest’anno il Teatro ha voluto farci dono della sua presenza seppur in modo diverso. Ha realizzato per noi un video sul tema scelto per gli studenti, quello dell’ ingiusta accusa, che sarà fruibile sul canale You tube della scuola”.

L’ingiusta accusa

“Che tra diritto e letteratura ci sia un legame a doppio filo – afferma ancora la professoressa Bruno – è reso evidente dal fatto che questi due ambiti intellettuali hanno in comune, come punto di partenza, la narrazione. A questo legame interdisciplinare solo da circa 40 anni si dedicano studiosi di provenienza sia letteraria che giuridica, probabilmente perché si sono superate molte delle barriere che tenevano distinti i vari aspetti del sapere umanistico, nonostante l’interesse della letteratura nei confronti di tematiche giuridiche sia addirittura millenario (basti pensare alle Eumenidi di Eschilo, in cui si assiste al primo processo della Storia). Il superamento di questa frattura -che sembrava inconciliabile- attraverso sconfinamenti e contaminazioni tra letteratura e diritto ha consentito di addentrarsi nella complessità caratterizzante alcune dinamiche politiche e sociali, in quanto dalla letteratura possono scaturire importanti critiche contro la prevaricazione del potere e domande filosofiche fondanti come quelle che riguardano il rapporto tra Giustizia e Legalità (mi viene in mente l’Antigone di Sofocle), o, ancora, spunti di riflessione relativi al fatto che, spesso, alla prepotenza del potere corrisponde la morte della letteratura e della cultura in generale (mi viene in mente Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, da cui balza agli occhi come nella società distopica descritta dall’autore, in cui il Diritto è evidentemente morto, il governo dispotico impone il rogo dei libri). La letteratura, insomma, consente di comprendere anche a chi non ha compiuto studi giuridici le finalità ultime del Diritto, al di là degli aspetti tecnici, e per questo motivo mi è venuto in mente di proporre agli amici del Teatro di Calabria Aroldo Tieri e all’avvocato Felice Foresta, persone alle quali sono legata da un sentimento di stima profonda, la realizzazione di un reading di testi letterari relativi al tema dell’ingiusta accusa, un tema che ci ha toccati tutti almeno una volta nella vita e su cui ho pensato fosse utile che gli studenti della mia scuola, il Liceo scientifico Siciliani, riflettessero, proprio a partire dalle suggestioni offerte dalla letteratura”.

I partecipanti

“L’idea – prosegue ancora – è stata accolta favorevolmente dalla dirigente, Francesca Bianco, sempre pronta a favorire il dialogo tra scuola ed enti, istituzioni e associazioni del territorio, dall’avvocato Foresta, dalla presidente e dal direttore artistico del Teatro di Calabria,  Anna Melania Corrado e Aldo Conforto. Così con il professor Luigi La Rosa, autore dei riadattamenti e della traduzione nel linguaggio contemporaneo delle opere dei tragici greci che dal 2014 vengono portate in scena dal TdC durante la rassegna ‘Graecalis-Il vento della parola antica’, abbiamo pensato ai testi che Mariarita Albanese e Salvatore Venuto avrebbero letto, emozionanti e coinvolgenti al leggio come sul palco: la nostra scelta è ricaduta su brani tratti dall’Antigone di Sofocle, dal Trattato sulla tolleranza di Voltaire, dalla  Storia della colonna infame di Alessandro Manzoni, infine da Il contesto di  Leonardo Sciascia. Lo stesso professor La Rosa ha intessuto la cornice tematica in cui è stata collocata la lettura dei singoli brani con il ‘filo rosso’ delle sue parole chiare e appassionate.  L’avvocato Felice Foresta ha evidenziato sul tema dell’accusa ingiusta il suo punto di vista non solo giurisprudenziale, ma anche filosofico, offrendo spunti di riflessione sulla fragilità del giudizio umano come elemento imprescindibile dalla fragilità della natura dell’uomo”.

© Riproduzione riservata.

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