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Nella memoria di Giovanni Paolo II su Rai1. Gareri: “Esperienza unica” (VIDEO)

Andrà in onda questa sera su Rai 1 dopo la trasmissione di Bruno Vespa, Nella memoria di Giovanni Paolo II, ideato e condotto da Domenico Gareri. Un evento importante che abbiamo approfondito con il conduttore calabrese (intervista in alto)

Nell’insegnamento lasciatoci in eredità da Giovanni Paolo II è attuale e ancora vivo il richiamo alla responsabilità e all’impegno comune su tante questioni su cui anche Papa Francesco non tarda a farci arrivare chiari messaggi e stimoli. Il format che si sviluppa attraverso il servizio sociale e i mezzi di comunicazione sociale, già patrocinato dalla Conferenza Episcopale Italiana Ufficio delle Comunicazioni Sociali e Fondazione Spettacolo, dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e dal centro Studi per il Pontificato della Fondazione Giovanni Paolo II, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, si propone di ricordare la figura e l’opera di uno dei Pontefici più amati nella storia della Chiesa, diffondendone e rilanciandone il messaggio sociale, culturale ed evangelico.

“Nella Memoria di Giovanni Paolo II” è un progetto che vuole portare al centro della riflessione i giovani detenuti e le persone diversamente abili. Ideato da Domenico Gareri, autore e conduttore televisivo e fondatore della scuola di spettacolo per ragazzi diversamente abili “La fabbrica dei sogni”.

Il progetto nasce perché nell’anno della scomparsa del Pontefice polacco, il 2005, i ragazzi de “La Fabbrica dei Sogni” avrebbero avuto la possibilità di incontrare finalmente Karol Wojtyla, ma, l’aggravarsi delle condizioni di salute, non consentì di realizzare quel sogno tanto atteso. Tredici giorni dopo, Domenico Gareri, per fare sentire, in qualche modo, i ragazzi vicini a Giovanni Paolo II e per attenuare un po’ la tristezza che percepiva dai loro sguardi, ideò l’evento denominato “Nella Memoria di Giovanni Paolo II”, con lo scopo di mantenere viva la memoria e gli insegnamenti del Pontefice polacco. E proprio da quella prima edizione, oltre ai ragazzi diversamente abili, furono coinvolti anche i ragazzi del carcere minorile di Catanzaro.

Negli ultimi quattro anni, in particolare, la produzione ha veicolato un importante messaggio rivolto ai ragazzi, a cui è stata presentata l’infinita misericordia di Gesù che li può rendere uomini e persone migliori, alla società civile, cercando di abbattere il pregiudizio che tante volte fa più male della stessa condanna e della detenzione, alle istituzioni ed al mondo dell’impresa, chiedendo loro di produrre opportunità di formazione e di inserimento lavorativo dei giovani detenuti che ritornano in libertà. Tutto questo, ovviamente, in piena sintonia con gli insegnamenti di San Giovanni Paolo II. Quest’anno la produzione, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità e con il Patrocino dei diversi Enti che già hanno contribuito alle passate edizioni del format nonché della Fondazione “La Fabbrica della Pace” ha in programma la realizzazione dell’evento presso un altro  istituto penale minorile .

Già dal 2013 l’evento è stato prodotto presso il carcere Minorile di Palermo e trasmesso il 9 dicembre da Rai Uno; nel 2014 presso il carcere Minorile di Nisida e trasmesso il 30 novembre da Rai Uno e Tv2000; nel 2015 è stato prodotto presso il Teatro Ghione di Roma in uno speciale dedicato al Giubileo della Misericordia ed è stato trasmesso su Rai uno il 27 dicembre; nel 2016 è stato prodotto presso l’Istituto Penale Minorile di Torino ed è stato trasmesso da Rai Uno il 3 gennaio 2017, il 28 dicembre 2017 Rai Uno ha trasmesso lo speciale realizzato  presso il  Carcere Minorile di Catanzaro, nel 2018 presso il Santuario della Divina Misericordia – Santo Spirito in Sassia Roma eè stata prodotta la XIV edizione  trasmesso da Rai Uno il 26 dicembre.

Tale modalità di diffusione sarebbe stata cara a Giovanni Paolo II, che viene ricordato come grande comunicatore; un Papa che ha saputo introdurre un modo nuovo e rivoluzionario di comunicare, accostandosi ed entrando nella vita della gente attraverso un linguaggio semplice, messaggi importanti, forti ed innovativi. Egli diceva, infatti: “I comunicatori devono cercare di comunicare con la gente, devono imparare a conoscere i bisogni reali della gente, essere informati sulle loro lotte, devono saper presentare tutte le forme di comunicazione con quella sensibilità che la dignità dell’uomo esige”.   D’altronde, per sintetizzare il messaggio del Papa, è sufficiente ricordare la frase che egli pronunciò nel corso dell’Omelia della messa di inaugurazione del pontificato, in cui il neo eletto Pontefice offriva un vero programma di vita e di fede: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui lo sa!». Relativamente ai temi caratterizzanti l’evento, la produzione, finora, si è voluta concentrare su diversi temi: rispetto dell’ambiente, scienza e fede, misericordia ed altri argomenti che hanno caratterizzato il pontificato di Giovanni Paolo II.  La trasmissione attraverso il servizio pubblico ci ha dato la possibilità di raggiungere tante persone e certamente tra essi anche i “lontani” dalla Chiesa. Quest’anno il tema di riferimento sarà quello delle “migrazioni”, molto caro pure a Papa Francesco. Con questo tema si vorrebbe anche affrontare il passaggio dei ragazzi dall’Istituto e dalle Comunità alla società civile; un passaggio in cui il pregiudizio e la mancanza di opportunità di lavoro, spesso diventano responsabili nella recidiva degli stessi.  Il messaggio socio culturale sarà ancora più eloquente attraverso il coinvolgimento dei giovani provenienti dal circuito penale, che parteciperanno all’evento attraverso performance artistiche e/o testimonianze del loro quotidiano, del loro vissuto e di ciò che auspicano per il loro futuro. Questa realtà si integra con la presenza arricchente ed emozionate di artisti diversamente abili Ricordando gli insegnamenti del Papa Santo, riusciamo a comunicare il “bello ed il positivo” che sta in ogni uomo. Lo facciamo attraverso il servizio pubblico, attraverso i mass media ed, in particolare, grazie alle istituzioni che seguono da anni questo percorso e grazie ai veri protagonisti, i ragazzi speciali: ragazzi diversamente abili ed i ragazzi dell’area penale minorile.

L’attività si articolerà con la produzione e messa in onda di uno spettacolo televisivo registrato presso il Santuario della Divina Misericordia di Roma il 20 novembre 2019 dalle ore 18.30 alle ore 20.30 circa. Gli artisti che interverranno, tra essi cantanti ed esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura, dello sport aventi nel proprio back ground opere o coinvolgimenti legati a tematiche legale al tema della trasmissione. L’evento comunicherà attraverso una serie di iniziative di natura artistica, in collaborazione con le realtà artistiche che operano  e collaborano in percorsi di educazione alla legalità e con gli istituti Penali Minorili e Comunità del Paese.

Il progetto si rivolge all’intera cittadinanza ed in particolare:

–             ai giovani, “nostro futuro e nostra speranza”, per la costruzione di una società che basi le sue radici sulla pace tra i popoli; giovani portatori di quella pace che vuole stabilire nel mondo, con un ordine fondato sulla giustizia e sul pieno rispetto dei diritti umani e, quindi, della legalità;

–             agli stranieri, nel cuore dei quali fede e speranza formano un binomio inscindibile; stranieri che fondano la loro fiducia sulla certezza che, come amava dire Giovanni Paolo II, “Dio non abbandona le sue creature”, nemmeno in un percorso faticoso.

–             al mondo della politica, ribadendo il messaggio di non basare la propria attività sulla “contrapposizione” o sul “puro pragmatismo”. Il Papa chiede ai politici “di vivere l’impegno come un servizio” e di dare prova “di moralità nella gestione trasparente e disinteressata del potere”. Quello che

serve, è la riscoperta “del senso della partecipazione”, che si ottiene “coinvolgendo maggiormente i cittadini nella ricerca delle vie per realizzare il bene comune”.

Per tale motivo, lo spettacolo darà rilevanza a figure di riferimento, opportunamente individuate quali: intellettuali, uomini delle istituzioni, medici, ricercatori, studiosi, attivisti, artisti, personaggi dello spettacolo ecc. che porteranno da esempio loro testimonianza.

Redazione Calabria 7

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