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Rinascita Scott, braccio di ferro tra Dda e difesa. Il destino di Pittelli legato al verdetto del Riesame

di Gabriella Passariello-  Il destino del noto penalista di Catanzaro Giancarlo Pittelli, imputato in Rinascita Scott per concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, abuso di ufficio, dipende dalla decisione dei giudici del Tribunale di Catanzaro. Nel giro di poche ore si saprà se il Riesame accoglierà l’appello proposto dai pm della distrettuale coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri, contro il provvedimento emesso dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presidente Gilda Danila Romano, a latere Germana Radice e Francesca Loffredo, che accogliendo l’istanza avanzata dai legali Salvatore Staiano e Guido Contestabile, ha disposto per l’imputato la  misura cautelare agli arresti domiciliari (LEGGI QUI) o se, come richiesto dagli avvocati difensori manterrà per l’ex parlamentare di Forza Italia, inalterata la misura cautelare in atti. La Dda oggi nel corso dell’udienza a porte chiuse ha prodotto una cospicua documentazione insistendo sul fatto che Pittelli debba ritornare in carcere.

La Dda in aula insiste: “Pittelli ritorni carcere”

Atti comprensivi della video intervista di Giancarlo Pittelli rilasciata ai giornalisti di Studio Aperto Mag, le testimonianze dei cronisti su come si sono svolti i fatti, un verbale di diffida relativo agli obblighi inerenti gli arresti domiciliari, una nota del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro a firma del comandante Daniele Tino e del tenente colonello Nicola Sportelli con cui si trasmette un dvd contenente i video pubblicati dall’onorevole Vittorio Sgarbi sul suo profilo facebook relativi all’arresto dell’ex parlamentare avvenuto il 7 dicembre dell’anno scorso.  E ancora un verbale di acquisizione del Ros, vergato dal comandante Giovanni Migliavacca, di file video, contenenti le interviste rilasciate al programma di Italia 1 dal penalista ora sospeso dall’Ordine degli avvocati e dal boss Giuseppe Piromalli, alias Facciazza (LEGGI QUI). Agli atti c’è inoltre una lettera dell’avvocato difensore Salvatore Staiano, che anche a nome del suo collega Guido Contestabile parla di un errore commesso dalla moglie dell’avvocato Pittelli, che avrebbe concesso a giornalista e cameraman di entrare in casa, ritenendoli appartenenti alla Polizia giudiziaria. Nel carteggio depositato al Tribunale del Riesame, la notifica del verbale di diffida della Questura di Catanzaro relativa ad un fatto accaduto il 25 febbraio scorso, giorno in cui gli agenti della volante  alle 9.53 controllano se Pittelli è a casa, suonano per cinque minuti al campanello perfettamente funzionante in quanto il suono è udibile anche dagli stessi poliziotti, ma nessuna risposta. Gli agenti effettuano un secondo controllo alle 11.40  e questa volta la porta viene aperta e Pittelli si scusa dicendo di non aver sentito prima il campanello, perché stava dormendo profondamente. Pittelli è stato diffidato al rigoroso rispetto delle prescrizioni contenute nell’ordinanza, rappresentando che ha l’obbligo di sottoporsi ai controlli ritenuti necessari dalla pg e che ogni ulteriore violazione o comportamento difforme dalle prescrizioni, potrebbe incidere sul credito fiduciario con ogni conseguente valutazione e determinazione da parte della polizia giudiziaria. Una documentazione che contiene gli atti di Malapigna dove Pittelli è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, il rinvio a giudizio per riciclaggio nell’ambito della più ampia inchiesta sull’affare dei diamanti (LEGGI QUI) e l’indagine che ruota intorno al reato di bancarotta fraudolenta (LEGGI QUI). Un lungo elenco di atti, con cui la Dda punta a sostenere la necessità che l’imputato ritorni in carcere.

L’arringa difensiva

Gli avvocati difensori Salvatore Staiano e Guido Contestabile hanno tentato di smontare punto per punto le ipotesi accusatorie, sostenendo che non c’è stata alcuna violazione degli obblighi imposti dagli arresti domiciliari, né in riferimento alla lettera inviata da Pittelli  al ministro Mara Carfagna (LEGGI QUI), dal momento che non sussiste alcun divieto di corrispondenza con i membri del Parlamento, né n relazione “all’intervista strappata” dai giornalisti di Studio Aperto Mag. Un’intervista , a detta dei legali, che non può produrre alcun effetto negativo sul rapporto fiduciario e soprattutto sulle esigenze cautelari.

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