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Vibonese, lo sfogo del presidente Caffo: “Non sono lo zimbello di Mancini”

(a.b.) – Polemiche sui social in merito alla gestione societaria, critiche al segretario Mancini, insulti e perfino minacce. Tutti elementi che hanno portato il massimo dirigente della Vibonese Pippo Caffo a consegnare alla stampa un duro sfogo, nel momento più delicato per l’intero sodalizio rossoblù.

“Siamo in pochi a metterci la faccia”

“Da diverse settimane il sottoscritto e i dirigenti dell’U.S. Vibonese Calcio – inizia la lettera divulgata sul sito ufficiale del club – veniamo continuamente presi di mira sulla stampa e sui social da persone che si arrogano il diritto di ‘pontificare’ su quel che giusto o sbagliato nella conduzione di questa Società. Sulle scelte che ha fatto o su quelle che deve fare, passando dalla critica fine a se stessa, ad insulti, anche pesanti, fino a velate minacce, trincerandosi dietro firme di fantasia e nomi avidentemente fasulli, non avendo il coraggio di ‘mettere la faccia’. Qualche altro, invece, dice di farlo e averlo fatto, insieme a bravura, professionalità e prestigio, che, a dire il vero, al “Luigi Razza” stiamo ancora aspettando di poter vivere cotanta qualità. A questi signori dico che gli unici ad aver messo faccia, risorse ed impegno, siamo rimasti in pochi”.

Uomo solo al comando

“Con l’uscita dalla conduzione societaria da parte degli amici Danilo Beccaria e Simone Lo Schiavo– ricorda Caffo – per motivi e scelte assolutamente condivisibili, il sottoscritto si è trovato nella condizione di dover continuare da solo sotto il profilo finanziario, facendo fronte ad incombenze, scadenze e quant’altro necessario al prosieguo dell’attività, pena la mancata iscrizione alla nuova stagione sportiva ed alla scomparsa dal panorama calcistico nazionale della nostra amata Vibonese, costruita con tanto amore da me e da quelli che mi hanno preceduto ed affiancato, divenuta fiore all’occhiello in Italia per serietà, correttezza e sportività nell’ambito calcistico nazionale”.

“Amareggiato dalla critica malevola”

Nel mirino del patron rossoblu ci sono soprattutto tifosi e giornalisti: “La critica malevola, e mai costruttiva, di sedicenti tifosi anonimi, quella di alcuni giornalisti e di altri individui che con la bocca piena di paroloni hanno coinvolto “investitori” con poche idee, confuse e con il solo chiaro intento di fare business per la propria azienda o per imporre il proprio punto di vista senza considerare quello degli altri, mi lascia assolutamente indifferente, anche se amareggiato per come tale critica è stata mossa”.

Poi, sul suo rapporto con Mancini: “Le critiche e le offese rivolte alla persona del caro Segretario Saverio Mancini, negli ultimi periodi, sono vergognose, ingiuste e senza fondamento – continua Caffo – Voler far apparire la sua figura all’interno della Vibonese, deleteria e negativa è mortificante per chi, come me , lo conosce bene e sa che ha sempre operato con spirito di dedizione e nell’interesse esclusivo della Società, ormai da più di quarant’anni senza mai aver ricevuto alcun compenso economico e sacrificando tempo libero ed interessi familiari. Qualcuno, nel tentativo di screditare il Segretario Saverio Mancini, sta tentando di farmi apparire praticamente lo zimbello di questo club, incompetente e succube delle scelte di altri, del Sig. Mancini appunto”.

“Se qualcuno può fare meglio di me, si faccia avanti”

“Chi vive la Vibonese sa che non è così. Chi mi conosce sa che da sempre, nella mia vita imprenditoriale e nello sport, ho improntato la mia condotta, confrontandomi con chi mi sta vicino e sino ad oggi ritengo di non aver sbagliato ma non voglio e non devo dare conto del mio operato ed in questo particolare momento, nel calcio andrò sulla strada che ho intrapreso. Se qualcuno ritiene di poter fare meglio di me – afferma il patron – si faccia avanti, per il bene della Vibonese posso fare anche un passo indietro. Mi dimostrino che la nave è in mani sicure e possa essere portata nel porto giusto e mi farò da parte”.

“Gestore e non proprietario della Vibonese”

“Io, Pippo Caffo, sono solo il gestore e non il proprietario di questo club. La Vibonese era, è e resterà della città, dei tifosi e degli sportivi in generale. La Vibonese è un’identità a cui tutti noi dobbiamo dare forza e sostegno. Abbiamo superato momenti critici, anche drammatici, ci siamo sollevati ed abbiamo vissuto momenti esaltanti, con la certezza che potremo vivere momenti ancora più gioiosi – conclude Caffo – facendo battere i cuori, divertire giovani e meno giovani tutti uniti attorno ai nostri colori rossoblu”.

Redazione Calabria 7

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