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Le tessere online del Pd sono un caso, in Calabria il flop può far slittare il congresso

L’analisi della sconfitta dovrebbe essere una pratica al limite della psicoterapia politica per gli eredi del fu Pci. In Calabria invece, dopo due elezioni regionali perse con altrettanti candidati civici, pare che per il Pd tutto vada bene e che il futuro si prospetti luminoso per chi ne tiene le redini. È infatti arduo rintracciare una pur minima discussione politica di merito nel dibattito che dovrebbe (mai condizionale fu più d’obbligo) portare al congresso dem entro Natale: niente autocritica, nessun ragionamento su come e perché il partito sia commissariato da tre anni e su cosa il commissariamento abbia prodotto.

I voti persi e le postazioni mantenute

Il Pd mantiene 5 consiglieri regionali su 30 a Palazzo Campanella ma per riuscirci ha dovuto fare vittime eccellenti e concentrare tutti gli sforzi sulla propria lista. Nel giro di un anno e mezzo i dem hanno perso infatti quasi 18mila voti e, oggi, è più facile che si cerchino punti di contatto sotterranei con il moderato di centrodestra Roberto Occhiuto piuttosto che si apra un dibattito per cercare di riunire l’opposizione in consiglio regionale e sui territori. Intanto si celebrano liturgie piuttosto stantie come quella della recente assemblea a Lamezia (LEGGI QUI) in cui l’unico obiettivo sostanziale è traccheggiare, indugiare quanto più possibile in tatticismi che consentano di mantenere lo status quo a pochi detentori di postazioni di potere.

Oliverio convitato di pietra

Nessuno prova a indicare, neanche timidamente, quale possa essere il percorso verso la ricostruzione del Pd e, anzi, ci si limita a indicare chi è fuori dal partito, ma lo si fa non nelle sedi deputate alla discussione, quale dovrebbe essere la stessa assemblea, ma “a margine” attraverso lo stampa o altri canali per evitare sempre e comunque il dibattito. Il convitato di pietra è infatti Mario Oliverio, che solo Giuseppe Aieta durante il meeting lametino ha avuto l’ardire di indicare come il grande assente, senza che però, ovviamente, ne seguisse un ragionamento di merito, che magari potesse portare anche a valutare un allargamento del dialogo con le forze che si collocano più a sinistra.

Romeo o Irto? Il nodo è il tesseramento

Lo sport del momento è pensare ai nomi da tirare in ballo per chi debba fare il segretario regionale. È già emersa in proposito l’ipotesi di Seby Romeo a cui si affianca anche quella di Nicola Irto, che però potrebbe essere il futuro capogruppo e che non sembra, in verità, scalpitare né per l’una né per l’altra carica. Al centro di tutto c’è il tesseramento, che dopo anni di accuse e veleni rispetto alle tessere gonfiate ora sarà online e dunque, almeno secondo chi ne decanta i vantaggi, dovrebbe essere scevro da condizionamenti.

Il flop “utile” a evitare il congresso?

In Calabria però sottotraccia c’è una situazione che si inserisce, anche se con dinamiche opposte, le polemiche che stanno accompagnando l’analogo iter in Campania e Puglia. Già si parla di tessere pagate tutte con le stesse carte di credito ricaricabili e ad Avellino, per esempio, pare ne siano state sottoscritte migliaia in meno di una settimana , con una media di 1000 al giorno e 44 all’ora. In Calabria pare invece che ci sia il problema opposto: finora in un paio di settimane sarebbero state sottoscritte più o meno le stesse tessere online per cui in Campania basta un solo giorno e qualcuno, durante l’assemblea, ha paventato l’ipotesi che se non si arriva almeno a 10mila tessere entro fine novembre non valga la pena fare il congresso entro Natale. L’eventuale flop del tesseramento si tradurrà nell’ennesimo rinvio utile a procrastinare una gestione che serve solo a pochi ras del Pd? Lo diranno le prossime settimane.

s. pel.

LEGGI ANCHE | La “ripartenza” del Pd calabrese tra sconfitte, congressi e carriere

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