‘Ndrangheta: sequestrati beni per 20 mln

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Beni del valore complessivo di 20 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Reggio Calabria di Angelo Emilio Frascati, 62 enne, reggino, imprenditore molto noto nel settore della grande distribuzione alimentare e del commercio di autovetture. Nel provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale della città’ dello Stretto si evidenzia la “stretta vicinanza con la ‘ndrangheta” dell’imprenditore, emersa dalle risultanze del processo “Fata Morgana”, poi confluito nel processo “Ghota”, nell’ambito del quale era stato arrestato nel 2016.

A Frascati è stato contestato di avere fatto parte della cosca Libri, emergendo, dopo la guerra di mafia che insanguinò Reggio, quale espressione della ‘ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare e, più in generale, dell’imprenditoria. L’uomo è accusato di aver turbato il regolare svolgimento delle gare pubbliche gare nell’affare che consenti’ ad un altro imprenditore, Giuseppe Chirico e di inserirsi nel consorzio dei commercianti del centro commerciale “La Perla dello Stretto” di Villa San Giovanni (RC).

A Frascati è stato contestato di avere fatto parte della cosca Libri, emergendo, dopo la guerra di mafia che insanguinò Reggio, quale espressione della ‘ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare e, più in generale, dell’imprenditoria. L’uomo è accusato di aver turbato il regolare svolgimento delle gare pubbliche gare nell’affare che consenti’ ad un altro imprenditore, Giuseppe Chirico e di inserirsi nel consorzio dei commercianti del centro commerciale “La Perla dello Stretto” di Villa San Giovanni (RC).

Per questa vicenda, Frascati è stato condannato, con sentenza di primo grado emessa nel marzo scorso dal Gup di Reggio Calabria, a 13 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa e turbata libertà’ degli incanti, aggravata dal metodo mafioso. Numerosi collaboratori lo hanno inoltre indicato come espressione della ‘ndrangheta reggina ed i particolare della famiglia De Stefano.  Il suo stretto rapporto con esponenti di primo piano della cosca Libri emergerebbe chiaramente anche dall’operazione “Recherche”, mentre la vicinanza con esponenti apicali del clan sarebbero attestati da quella denominata in codice “Roccaforte”.

Sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati da Frascati

Le indagini patrimoniali svolte dalla Dia avrebbero messo in evidenza una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati da Frascati. Lo stesso tribunale ha rilevato come nel corso del procedimento “Fata Morgana” sia emersa “inequivocabilmente” la tendenza, da parte di Frascati, ad intestare a persone a lui vicine le numerose imprese e società’ di fatto a lui riconducibili”.
L’ingente patrimonio sequestrato consiste in 11 aziende (di cui 10 società’ di capitali ed una società in accomandita semplice) 4 delle quali per l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale e altre 7 solo per le quote riconducibili a Frascati. Tutte le società hanno sede a Reggio Calabria tranne una che ha sede legale a Rende (CS).

Le aziende sono attive nei settori della grande distribuzione alimentare, del commercio automezzi, delle costruzioni, in quello immobiliare e delle sale da gioco. Sequestrati anche 20 immobili di proprietà’ o in quota, facenti parte del patrimonio personale di Frascati e dei suoi familiari, e disponibilità’ finanziarie in fase di quantificazione

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