Tropea, i commissari a lavoro: “Non si perderà primato turistico”. L’ex sindaco: “Evitare far west del 2018”

La terna promette: "Ferma volontà di mantenere Tropea tra le città più belle d’Italia e d’Europa". Macrì: "Grato alla città per l'affetto e la stima"
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“Il nostro scopo è di legare il territorio ai cittadini e i cittadini al territorio avendo sempre di mira l’obiettività della nostra azione. Tropea è una città che vive di turismo e con un indotto rilevante. Non perderà tale primato e già ora stiamo vagliando le tante richieste di spettacoli estivi, con relativo patrocinio da parte del Comune, che sono giunte numerose a distanza di soli tre giorni dal nostro insediamento”. È quanto afferma la terna commissariale – viceprefetti Vito Turco e Roberto Micucci e funzionario economico-finanziario Antonio Calenda – nominata dalla prefettura di Vibo Valentia a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose (deliberato dal Consiglio dei ministri) degli organi elettivi del Comune di Tropea con conseguente sospensione del sindaco Giovanni Macrì.

“Vaglieremo tutte le richieste pervenute – assicurano i commissari – nel rispetto della legge. Lavoreremo costantemente e sino a tardi per ribadire la nostra ferma volontà di mantenere Tropea tra le città più belle d’Italia e d’Europa. Ascolteremo le legittime istanze di tutti i cittadini per migliorare l’erogazione dei servizi di competenza del Comune e contiamo sul sostegno dei dipendenti che già sappiamo quanto si sono sinora sacrificati nel loro lavoro. Ci sforzeremo per individuare e rimuovere tutte le criticità e sentiamo tutta la responsabilità che ci viene attribuita dalla legge nell’espletamento del nostro ruolo”.

“Vaglieremo tutte le richieste pervenute – assicurano i commissari – nel rispetto della legge. Lavoreremo costantemente e sino a tardi per ribadire la nostra ferma volontà di mantenere Tropea tra le città più belle d’Italia e d’Europa. Ascolteremo le legittime istanze di tutti i cittadini per migliorare l’erogazione dei servizi di competenza del Comune e contiamo sul sostegno dei dipendenti che già sappiamo quanto si sono sinora sacrificati nel loro lavoro. Ci sforzeremo per individuare e rimuovere tutte le criticità e sentiamo tutta la responsabilità che ci viene attribuita dalla legge nell’espletamento del nostro ruolo”.

Oggi invece è tornato a parlare il sindaco sospeso Nino Macrè che in una nota ha rivendicato i “tanti risultati straordinari conseguiti con impegno senza precedenti e che deve e dovrà essere tutelato” e ha lanciato un monito ai commissari: “Non posso non condividere il rischio che tutte le diverse conquiste che stavamo consolidando, perché esse necessitano di tempo per sedimentarsi come effettivo cambio di mentalità, possano oggi evaporare: dalla tenuta dell’ordine pubblico all’abusivismo in tutte le sue forme, dall’ambulantato selvaggio alla cura del territorio, alla violazione diffusa di ogni regola che, come è noto ed unanimemente riconosciuto, rappresentavano purtroppo il pessimo biglietto da visita di una Tropea da Far West nel 2018”.

“È da quella fotografia – sostiene – di una Tropea in cui dominavano irregolarità, disordine e caos totale dal privato al pubblico, che siamo partiti per costruire progressivamente ma con mano ferma, anche al limite di passare per autoritari ed inflessibili come del resto siamo stati fino alla fine, un percorso di consapevolezza e di cambiamento culturale che richiede necessariamente decenni per diventare abito e costume condiviso dalla cittadinanza e dalla rete commerciale e produttiva. Il rischio, oggi, è che salti tutto e soprattutto quel prezioso e lento percorso spirituale di fragile adesione alla legalità, al rispetto delle regole ed all’ordine come condizione essenziale di crescita e di sviluppo economico eco-sostenibile per tutti. Un rischio che si sta forse appalesando già in queste ore con l’emersione di fenomeni e atteggiamenti che per sei anni abbiamo tenuto a bada, anche in settori commerciali e produttivi dimostratisi insensibili alla tutela dell’ambiente e delle regole della libertà economica, della concorrenza, del pagamento dei tributi ed in generale della convivenza civile”.

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