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Alibante, Motta si difende: “Nessun rapporto con la ‘ndrangheta, l’ho sempre combattuta”

“Ho appreso che sarei indagato nell’operazione giudiziaria denominata ‘Alibante’, pur non avendo ricevuto, allo stato, alcuna notifica in tal senso. Prendo atto di tale notizia con sconcerto e presumo per fatti riferibili alla mia precedente attività politica nel comune di residenza. La notizia mi amareggia in considerazione del fatto che il mio nome venga associato a presunti soggetti criminali con i quali non ho mai avuto alcun tipo di rapporto e che, anzi, negli anni in cui sono stato amministratore del Comune di Nocera Terinese, ho sempre combattuto, tant’è che sul finire degli anni ‘90 mi sono trovato parte lesa in uno dei processi relativi a questa cosca”. Lo dichiara il giornalista Pasquale Motta, indagato nell’ambito dell’operazione dei Carabinieri che stamane ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari nel Catanzarese.

La difesa del giornalista: “Totalmente estraneo”

“Anche i soggetti politici coinvolti in questa vicenda, definiti in concorso con me, sono stati negli anni – aggiunge – sempre avversari degli schieramenti di cui ho fatto parte. A questa vicenda, dunque, sono totalmente estraneo e mi auguro di poter chiarire rapidamente la mia posizione”. Motta fa presente di essere stato candidato a sindaco nelle elezioni del 2016 “e in quella competizione elettorale – aggiunge – sono risultato sconfitto. L’azione politica degli anni successivi della lista  ‘Unità popolare nocerese’ non è stata assolutamente determinata dal sottoscritto, ma da un comitato civico estremamente largo, che collettivamente ha deciso le strategie politiche e amministrative. Spero di poter chiarire al più presto, qualora mi venga notificato un regolare avviso di garanzia, la mia posizione. Nel passato ho sempre svolto la mia azione politica nel massimo rispetto della legalità. Per quanto mi riguarda – sottolinea – il mio lavoro di giornalista proseguirà nel solco tracciato dalle azioni e dai fatti quotidiani che testimoniano ogni giorno l’impegno costante a sostegno delle istituzioni. Proseguirò il mio lavoro con la massima fiducia nella magistratura, una fiducia tra l’altro tracciata dalla passione civile e professionale e, dunque – conclude – attendo con serenità che la magistratura possa chiarire la mia posizione”.

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