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‘Ndrangheta nella Presila Catanzarese, il pentito Colosimo rivela inediti sul sistema dei voti a Cerva

Il collaboratore di giustizia chiede scusa alle famiglie delle persone che ha ucciso: "Mi sento pentito di quello che ho fatto"

“Voglio chiedere perdono alle famiglie delle persone che ho ucciso, perché mi sento pentito di quello che ho fatto e voglio chiedere scusa, io pagherò per quello che ho fatto, ma voglio dire che sono pentito, anche di là della decisione di collaborare con la giustizia”. Si apre con un’ammissione di colpa il verbale di interrogatorio, datato 24 novembre 2023, del pentito Domenico Colosimo, alias ‘ndrina, ex affiliato alla cosca Carpino, confluito agli atti dell’inchiesta della Dda Karpanthos, che nelle sue dichiarazioni ha svelato diversi dettagli su vertici e sodali della cosche della Presila Catanzarese, tra faide e pace imposta dagli Arena di Isola Capo Rizzuto, sulla destinazione delle estorsioni compiute ai danni degli imprenditori, sul sistema clientelare degli appalti e sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nella gestione del Comune di Cerva.

In particolare il collaboratore di giustizia chiama in causa la figura di Giovanni Sacco, conosciuto come “u Casciaru”, cognato di Filippo Bubbo, colui che deteneva il controllo delle estorsioni da quando Vincenzo Antonio Iervasi  si era trasferito a Torino.  Il nome di Giovanni Sacco compare per la prima volta, in qualità di indagato nell’avviso di conclusione delle indagini  di Karpanthos (LEGGI), quindi successivamente all’ordinanza con cui il gip su richiesta della Dda aveva emesso 52 misure cautelari.

In particolare il collaboratore di giustizia chiama in causa la figura di Giovanni Sacco, conosciuto come “u Casciaru”, cognato di Filippo Bubbo, colui che deteneva il controllo delle estorsioni da quando Vincenzo Antonio Iervasi  si era trasferito a Torino.  Il nome di Giovanni Sacco compare per la prima volta, in qualità di indagato nell’avviso di conclusione delle indagini  di Karpanthos (LEGGI), quindi successivamente all’ordinanza con cui il gip su richiesta della Dda aveva emesso 52 misure cautelari.

“Il sindaco simaptizzante della cosca Bubbo”

Il pentito parla di un parente intimo di “Giovanni u Casciaru, “che lavora anche al centro di smaltimento rifiuti, con una ditta privata mi pare, non del Comune. Giovanni u Casciaru era stato assessore con la Giunta precedente del sindaco (…), che è sempre stato appoggiato da Giovanni u Casciaru, pure alle votazioni ultime che hanno perso, anche se come sindaco si era candidato una donna e poi però ha vinto Fabrizio Rizzuti. Questo è stato sempre più simpatizzante dei Bubbo, perché c’era il cognato di Filippo Bubbo e prendeva più voti con loro”.  Le propalazioni di Colosimo sono state riscontrate dagli investigatori, il familiare di cui parla il pentito ha lavorato dal 17 febbraio 2015 al 31 agosto 2023 con un contratto part-time alle dipendenze di un’impresa che si occupa della raccolta e del trasporto rifiuti solidi, una ditta che ha ricevuto pagamenti di fatture dal Comune di Cerva. Altre importanti dichiarazioni riguardano invece il fatto che Giovanni Sacco aveva ricoperto cariche pubbliche in quel Comune, quella di assessore nella giunta comunale allora guidata dal sindaco Mario Marchio, che sempre a dire del Colosimo, era vicino alla cosca Bubbo, “in considerazione del fatto che grazie a loro e alla presenza nella sua lista di Giovanni Sacco, riusciva ad ottenere un numero maggiore di voti e quindi ad affermarsi quale primo cittadino di Cerva”.  

Dichiarazioni inedite rispetto ai fatti già emersi nell’ordinanza del gip distrettuale in cui si parla di voti in cambio di somme di denaro e di una percentuale sugli appalti pubblici aggiudicati dal Comune di Cerva. Un patto politico mafioso stretto in occasione delle elezioni amministrative dell’11 giugno 2017 dagli allora candidati con la lista civica Progetto Futuro Fabrizio Rizzuti, Raffaele Scalzi, Raffaele Borelli e Tommaso Scalzi, già condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso, con l’intermediazione del dipendente comunale Massimo Rizzuti. Voti effettivamente procacciati da Tommaso Scalzi, inteso Masino, come da lui stesso rivendicato: “allora, Simone non si candidava, Jessica non si candidava, la figlia di Coppolino non si candidava, la figlia di Alduzzu non si candidava… e vedi chi gli ha vinto le elezioni, e scusami un attimo! Chi le ha vinte le elezioni? (…) Simone quanti voti ha raccolto estranei? Jessica, quanti voti ha raccolto estranei? Quella lista vince le competizioni comunali ottenendo 436 voti contro i 416 della lista civica Unione per Cerva, conseguendo 7 sui 10 seggi a disposizione in Consiglio comunale. Il sindaco Fabrizio Rizzuti eletto con 32 voti; Jessica Scalzi con 57 voti; Raffaele Scalzi con 94; Natale Agostino con 47 voti; Simone Colosimo con 46 voti; Raffaele Borelli con 43 voti; Veronica Gentile con 33 e Alessio Sacco con 32 voti (LEGGI).  

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