Gli ultimi giorni di vita di Denis Bergamini raccontati in aula dai compagni di squadra

"A cena Denis tardava ad arrivare, scherzavamo sul fatto che avrebbe dovuto pagare la multa per il ritardo, poi il mister ci ha comunicato che era morto"
bergamini

di Maria Teresa Improta – I compagni di squadra ricostruiscono in aula gli ultimi giorni di vita di Denis Bergamini. Claudio Lombardo e Massimo Storgato sono stati oggi ascoltati in Corte d’Assise a Cosenza innanzi al collegio giudicante presieduto da Paola Lucente con a latere il giudice Marco Bilotta. Alla sbarra, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato, Isabella Internò ex fidanzata del centrocampista ferrarese ritrovato cadavere sulla statale 106 nel novembre del 1989 nel Comune di Roseto Capo Spulico. La donna viaggiava sulla Maserati di Bergamini la notte in cui perse la vita, in circostanze mai del tutto chiarite, il giovane calciatore del Cosenza calcio. Un cold case riaperto nel 2018 dall’ex procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla.

Il viaggio di ritorno a Cosenza dopo la partita a Monza

Il viaggio di ritorno a Cosenza dopo la partita a Monza

Lo stopper Massimo Storgato ha risposto puntualmente alle domande del pm Luca Primicerio. “Sono arrivato a Cosenza, dall’Udinese, quindici giorni prima che Bergamini morisse. Oltre a fare gli allenamenti – spiega Storgato – ho giocato insieme a lui due partite: il derby con la Reggina e la partita con il Monza. Era un ragazzo solare, molto umile e dinamico. Entrambi eravamo rimasti al nord dopo il match con il Monza, io ne avevo approfittato per tornare a Torino a prendere la mia auto per poi far rientro a Cosenza. Ci siamo così accordati con Denis per fare il viaggio insieme. Siamo partiti da Imola alle 7:15 del martedì successivo e arrivati a Cosenza intorno alla mezzanotte. Durante il viaggio abbiamo parlato di tutto. Mi disse che voleva investire i soldi nell’azienda zootecnica del padre. In più mi raccontò che aveva avuto una relazione con una ragazza di Cosenza che era ormai finita da un po’ di tempo. Ricordo che a Monza ricevette una telefonata e al termine della partita era stato raggiunto da una ragazza con la quale si era allontanato. Durante il ritorno a Cosenza mi confidò che era un’amica con la quale aveva trascorso la notte a Milano in un albergo dove aveva pagato 300mila lire a testa. Non ho mai conosciuto Isabella Internò. Il 18 novembre prima della partita Messina-Cosenza Denis è venuto a mancare. Eravamo in ritiro, siamo andati al cinema, a cena lui stava tardando e scherzavamo tutti sul fatto che avrebbe dovuto pagare la multa per il ritardo, poi il mister ci ha comunicato che era morto. Tutti piangevano è stata una notizia shock. Nessuno dormì quella notte. Non ho mai avuto pressioni per far pareggiare una partita, io ho una mia etica professionale. Sebbene conoscessi Denis da poco l’ipotesi del suicidio mi sembrava incompatibile con l’entusiasmo mostrato durante il viaggio per i prossimi match del campionato. In quel periodo tra i calciatori del Cosenza c’era grande motivazione perché la squadra stava andando benissimo. “.

Lombardo, l’amico-collega di Bergamini

“Ho giocato per cinque stagioni nel Cosenza Calcio. Con Donato – racconta Lombardo – siamo stati molto amici, era un rapporto limpido, sincero, che mi ha arricchito. I primi tre anni ci si vedeva spesso anche al di fuori degli allenamenti. Nel giugno 1988 mi sono sposato e mia moglie è venuta a vivere a Cosenza quindi continuavamo a frequentarci, ma non trascorrevamo più tutto il tempo libero insieme. Il lunedì, nostro giorno libero, andavamo in Sila o al mare. Eravamo un gruppo molto affiatato insieme a Simoni, Padovano, Galeazzi. I calciatori calabresi fuori dal campo avevano una loro vita, noi avevamo un legame diverso stavamo insieme quando finivamo di lavorare. Ero in confidenza con Denis, sono onorato di essere stato suo amico. L’affetto era reciproco, lui era gioviale, allegro, determinato, ma sulle sue cose intime era abbastanza riservato. Certo a entrambi piacevano le donne. Anche io pur essendo fidanzato non mi creavo particolari problemi. Mi è capitato di uscire con lui e Isabella. Si frequentavano, per un certo periodo erano felici insieme, poi il rapporto diventò tormentato. Non ho visto mai particolari scenate tra loro. Mesi prima di morire mi disse che aveva lasciato Isabella perché non riusciva più a sostenere quella relazione e affermava di stare meglio, però allo steso tempo lo vedevo sofferente, uno stato che collegavo a questa rottura a questo distacco. Denis – afferma Lombardo – viveva la professione con molta serenità, aveva la passione, ma non l’ambizione di arrivare in alto a tutti costi, non aveva sogni di gloria futuri, era concentrato sul momento. Era puntuale, non lasciava mai il ritiro e non ha mai assolutamente manifestato propositi suicidari. Quando un amico fa una fine del genere ci si chiede se forse si sarebbe potuto fare qualcosa per aiutarlo, ma sembrava tutto così normale, non mi ero accorto di nulla. Alla fine della partita di Monza ricordo che c’erano i parenti di Bergamini, ci siamo salutati tutti nel piazzale perché erano venuti anche i miei genitori. So che poi lui andò con una donna in albergo, fu lui a raccontarmelo con una sorta di rammarico perché aveva speso tanti soldi, ma non avevano fatto sesso. La settimana è poi trascorsa in armonia”.

La notizia della morte

“Il giorno prima della partita contro il Messina ci siamo allenati come di consueto, abbiamo pranzato, poi siamo risaliti in camera e poi siamo andati al Garden a vedere un film nel pomeriggio. Ho vivo nella memoria l’ultima volta che vidi Denis: era al cinema davanti a me, gli ho lanciato una pallina in testa che avevo fatto con una caramella. Si è girato, mi ha fatto una smorfia, era serio, poi non l ho mai più visto. Non ho notato – chiarisce Lombardo – che lui si allontanò. Mentre eravamo a cena abbiamo saputo che era morto. Stavamo festeggiando il suo ritardo perché così avrebbe dovuto pagare la multa. Venne il dirigente ci disse che Denis aveva avuto un incidente. Ci pervase un’angoscia generalizzata. Andai al funerale e c’era Isabella. Tra di noi abbiamo tutti pensato che non era possibile che si fosse suicidato, non ne aveva motivo. Era un’ipotesi fuori contesto, assurda. Un incidente era improbabile, quindi pensavamo tutti che si trattasse di un omicidio. Gli elementi che mi portarono nel 2018 a dire che forse dietro la sua morte ci fosse Isabella era una considerazione che feci dopo aver escluso tutti gli altri motivi. Escludo che potesse avere altri problemi, eravamo una squadra di persone pulite, non potevamo essere coinvolti in altre faccende e quindi per me era riconducibile solo a fatti passionali. Preciso e ribadisco che non ho mai avuto pressioni per taroccare i risultati di una partita e non mi risulta che altri erano coinvolti in tali dinamiche”. In aula è stata quindi riprodotta la telefonata intercettata nel 2018 tra Lombardo e Gigi Simoni nella quale discutono sull’aborto di Isabella (LEGGI QUI) e sul fatto che lui non le avesse mai promesso di sposarla. I due, nel dialogare, si spinsero a ipotizzare che, a quei tempi, le ritorsioni di una famiglia calabrese per il risentimento nei confronti di chi lascia una giovane donna dopo un’interruzione di gravidanza potevano avere gravi conseguenze. Infine sollecitato dall’avvocato di parte civile, Fabio Anselmo, Lombardo ha dichiarato: “ho aderito al gruppo facebook Verità per Denis perché non credo al suicidio e voglio che si faccia luce su questa vicenda così come lo vuole la famiglia Bergamini”.

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